domenica 5 giugno 2016

Vardy: i miracoli non si ripetono



Si definisce miracolo, dal latino "Miraculum" (cosa meravigliosa), un evento eccezionale, che desta meraviglia, un avvenimento straordinario. Uno dei principali tratti distintivi di ciò che si può definire "miracolo" è proprio la sua rarità, la sua quasi unicità. Pensiamoci: se i miracoli si ripetessero tutti i giorni, alla lunga non potremmo più considerarli tali. Ecco perchè, quindi, l'addio di Jamie Vardy al suo Leicester era scritto, sta nel normale corso delle cose. Perchè i miracoli non si ripetono. E le favole, per essere considerate come tali, non possono diventare troppo frequenti.
Sarebbe piaciuto a tanti, quasi a tutti, mettersi in poltrona dal prossimo agosto e assistere ad un altro capitolo della fiaba Leicester, il più grande miracolo sportivo della storia recente che durante la stagione appena conclusa ha stupito e appassionato il mondo intero. Sarebbe piaciuto a tutti vedere Jamie Vardy, l'uomo simbolo dell'impresa delle Foxes, continuare a trascinare i suoi a suon di gol anche al di qua della Manica. Che bella favola sarebbe stata per il mondo del calcio, per il Leicester, ma soprattutto per lui, il ragazzo che fino al 2010 giocava tra i dilettanti in sesta serie, il ragazzo che, ormai lo sanno anche i muri, lavorava in fabbrica e segnava solo nel tempo libero. Che bello sarebbe stato vedere Jamie Vardy segnare al Bernabeu, piuttosto che al Camp Nou, oppure all'Allianz Arena, con la "nove" del Leicester sulle spalle.

Potranno comunque arrivare, quei gol europei, ma, se così sarà, ad esultare non saranno i tifosi delle Foxes, bensì quelli dell'Arsenal. Già, perchè proprio i Gunners hanno messo sul piatto i 38 milioni necessari per far scattare la clausola rescissoria di Vardy, strappando al Leicester e ai suoi tifosi l'uomo simbolo del miracolo, strappando a Claudio Ranieri il capocannoniere dell'ultima Premier League.


Vardy in tackle su Sanchez, suo prossimo compagno

In tanti hanno visto in questo trasferimento la sconfitta del calcio romantico contro quello dei milioni, la sconfitta dei sentimenti contro il Dio denaro, la sconfitta del "povero" Davide (ammesso che il Leicester povero lo sia) contro il ricco Golia. Forse, per certi versi, è così: niente, nel dorato mondo del pallone odierno, può resistere di fronte ai soldi, alle montagne di soldi che questo carrozzone riesce a muovere. Anche le favole sono in vendita, e il Leicester non fa evidentemente eccezione. E' così che va il calcio, oggi.

Ma i paladini del sentimento non devono stracciarsi le vesti. I miracoli non si ripetono, altrimenti non sarebbero tali. Una stagione anonima da parte di Vardy e del suo Leicester avrebbe rischiato di macchiare il ricordo dell'impresa completata meno di un mese fa. I 38 milioni sganciati dall'Arsenal, invece, consegnano definitivamente alla leggenda uno dei campionati più stupefacenti della storia del calcio. Vardy lascia da eroe, niente e nessuno potrà più macchiare il capitolo di meravigliosa storia calcistica che lui e il suo Leicester hanno scritto. Vardy lascia da vincente, e tale rimarrà, almeno a Leicester. Restando, Vardy avrebbe potuto fallire, rimanendo nella memoria collettiva come "l'attaccante che fece miracoli col Leicester per un anno e poi fallì". Firmando per l'Arsenal, Vardy verrà invece ricordato come "l'attaccante che fece miracoli con il Leicester". Punto. C'è una bella differenza.



Qualcuno gli ha dato del traditore, del mercenario. Ammesso che Vardy abbia avuto scelta, una volta arrivata l'offerta dei Gunners, stiamo parlando di un ragazzo che fino a pochi anni fa si guadagnava il pane sgobbando in fabbrica, e che con la firma che porrà sul suo prossimo contratto sistema definitivamente lui e la sua famiglia per generazioni, oltre a dare al Leicester una consistente somma da spendere sul mercato. Chi avrebbe agito diversamente, nei suoi panni?

Con il trasferimento a Londra Vardy consegna definitivamente all'eternità la sua favola e ricorda a tutti che i miracoli non si ripetono. Nemmeno nel calcio, soprattutto nel calcio di oggi. Altrimenti che miracoli sarebbero?

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